Articoli2021-01-25T09:30:25+01:00

Ripeness is All

La completa raccolta degli articoli di Ripeness is All

Daniele Parma, il vino e il dialetto

È in questa immagine di una semantica in anticipo sulla grammatica e quindi di un significato privo di codifica scritta ma afferente a conoscenze intuitive che il dialetto assume la sua potenza espressiva, il suo profondo valore antropologico. Ecco cosa mi aveva così stupito al bancone del bar: non avevo capito nulla ma avevo compreso tutto

Piantare alberi, schiacciare teste

Siamo abituati a ruspe che abbattono foreste per espandere la cosiddetta civilizzazione, per quanto tale termine possa apparire ormai fuori dal tempo. Piantare alberi è un gesto dal valore simbolico soprattutto in un’epoca come questa dove cambiamento climatico e desertificazione compromettono l’equilibrio ambientale di enormi sistemi naturali. In questo caso invece la prevaricazione coincide con un’azione solo in apparenza ecologica.

Il futuro della viticoltura non è solo questione di scienza

La recente apertura della UE ai vitigni resistenti ha dato manforte alla visione puramente scientifica della viticoltura. Ma se l'impiego della tecnologia ha conseguenze etiche, culturali e sociali, come alcune posizioni sembrano suggerire, tali posizioni dovrebbero costituire una voce altrettanto ascoltata nel prendere decisioni così complesse per il futuro di tutto il settore viticolo, almeno per chi ancora lo considera come patrimonio antropologico.

Bolgheri rasoterra: Le Macchiole rosso in verticale

Cinzia Merli ha avuto l’intelligenza di coltivare competenza agricola e professionalità concrete in un territorio il cui il clamore del successo enologico ha anticipato di qualche anno la verità del terroir che sta, con pazienza, emergendo in questi ultimi anni.

Qual è la tua lobby preferita?

Le attività di lobby dell’industria agroalimentare si sono affiancate a quelle del comparto petrolifero per agire sull’inconsapevolezza ambientale.

Le nuove annate di Montevertine

«Sono vendemmie molto diverse - dice Martino - la 2019 è un’annata calda che ha originato vini accessibili e ampi; la 2018 la definirei “raddese”; decisi sbalzi di temperatura che assicurano vini taglienti, acidi e tannici di grande prospettiva».

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