L’Extraterrestre è l’inserto ecologista del quotidiano Il Manifesto. Esce da qualche anno ogni giovedì e almeno negli ultimi 12 mesi gli articoli hanno assunto una valenza sempre più attuale. D’altronde la lungimiranza è una delle caratteristiche del quotidiano comunista, basti pensare che il Gambero rosso, storico e affermato editore di enogastronomia, nacque nel 1986 come supplemento alle pagine di questo giornale, in anticipo e non di poco sull’attuale interesse pandemico per il cibo raffinato.

 

Leggevo appunto giovedì scorso che in Alto Adige quasi la metà dei luoghi pubblici nei pressi di aree agricole è contaminato da pesticidi. Si tratta di parchi giochi, piste ciclabili e aree verdi ma anche di cortili scolastici. L’articolo non cita, purtroppo, la fonte di tale notizia ma indagando su internet ho verificato la realtà di quanto riportato dal quotidiano.

 

La ricerca dello studio “Year-round pesticide contamination of public sites near intensively managed agricultural areas in South Tyrol“, curato dalla dottoressa Fiorella Belpoggi, direttrice scientifica dell’Istituto Ramazzini di Bologna e pubblicato su Environmental Sciences Europe, ha individuato un totale di 32 residui di pesticidi e un agente conservante.

 

Il 96% dei siti analizzati sono risultati contaminati da almeno 1 residuo di pesticidi e nel 79% ve ne era più di uno. Preoccupa in particolare la presenza del pesticida clorpirifos metile (0,71 mg/kg) che sarà spietato contro insetti e patogeni dannosi alle piante ma ha un’azione neurotossica particolarmente nociva sui bambini.

 

Purtroppo l’estensione delle monoculture quali frutteti, in special modo mele, e viti trattate chimicamente lambisce le aree urbane destinate al verde pubblico. Una vicinanza che pare consegnare un paesaggio idilliaco e innocuo ma che in realtà nasconde un nemico invisibile e molto nocivo.

 

L’Italia vanta una triste eccellenza: è il secondo paese dell’Unione europea per quantità di pesticidi esportati nel mondo il cui impiego è vietato in Europa come risulta da un’inchiesta targata Greenapeace UK e dalla svizzera Public Eye risalente al 2018 (link).

 

Si tratta di sostanze altamente nocive non più permesse nel nostro continente e quindi destinate, guarda caso, in paesi sprovvisti di controlli severi sull’agricoltura che sovente coincidono con nazioni povere o in via di sviluppo. Il rischio, oltre a quello di causare immensi danni ecologici e umani, è quello di importare dagli stessi paesi derrate alimentari che contengano tracce degli stessi pesticidi esportati: un terribile paradosso.

 

Intanto, mentre l’Italia sembra aver capito l’importanza della transizione ecologica, il Consorzio di tutela del prosecco superiore Docg, in accordo con Coldiretti, Cia e Confagricoltura, ha presentato un nuovo ricorso al Consiglio di Stato per chiedere l’annullamento del referendum consultivo con il quale gli abitanti di Conegliano Veneto chiedono di “vietare l’uso dei pesticidi su tutto il territorio comunale“ (fonte il Salvagente.it). Non c’è che dire: iniziativa al passo con i tempi.

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Da Pubblicato il: 9 Marzo 2021Categorie: Articolo di Testa, Blog0 Comments

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